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lunedì 16 marzo 2009

Sei semplici accorgimenti per migliorare l’efficacia del sito

L’obiettivo di un sito è, solitamente, promuovere un servizio, un prodotto, ampliare la propria presenza in un certo mercato. Spesso nel progettare struttura e contenuti ci si concentra molto su ciò che si vuole comunicare, perdendo a volte di vista la modalità con cui il navigatore tipo scorre i siti. Tipicamente il navigatore alla ricerca di qualcosa accede a diversi siti investendo solo pochi secondi su ogni pagina, e decide sostanzialmente a colpo d’occhio se ciò che sta vedendo è rilevante o no.

Se uno degli obiettivi del vostro sito è attrarre nuovi clienti, sei semplici accorgimenti possono aumentare di molto l’efficacia della pagina di ingresso:

  1. Non nascondersi dietro ad una pagina introduttiva bella ma inutile
    Splash page, splash screen, pre-home… Comunque la si chiami, è quella pagina introduttiva, prettamente grafica e usualmente animata. A molti navigatori suscita un certo fastidio, specie quando non è presente il provvidenziale pulsante ‘Skip intro’.
    Ci sono casi in cui una splash page può essere utile (e di questo parleremo in un prossimo post), ma nella gran parte dei casi il suo principale effetto è ritardare l’accesso alle informazioni più interessanti. Quindi, prima di decidere per “l’animazione iniziale”, chiediamoci a cosa serve, che informazioni porta. Poi possiamo anche decidere di farne a meno, e di portare i navigatori direttamente sull’informazione.
  2. Adottare un look&feel coerente con il prodotto o il servizio promosso dal sito
    Promuovere servizi legali attraverso colori vivaci e disegni a fumetti, per quanto divertenti, potrebbe essere improprio... Il navigatore tipo che cerca servizi legali su internet cerca un sito che trasmetta serietà, sobrietà, efficienza, competenza.
    La grafica, insomma, dovrebbe essere in linea sia col contenuto, sia con le attese dei potenziali utenti: il suo scopo è rafforzare la nostra immagine, rassicurare l’utente e convincerlo di essere arrivato nel sito giusto. Una grafica impropria o gratuitamente spiazzante non aiuta, ma disorienta e allontana.
  3. Mantenere una struttura semplice, con menu di navigazione ben organizzato e voci chiare
    Il navigatore non può spendere tempo a identificare la voce giusta o a decifrare messaggi in codice: deve essere in grado di muoversi sul sito facilmente senza sorprese e senza errori.
    Un menu di navigazione chiaro e facile da seguire è una delle chiavi di successo di qualsiasi buon sito. Quali sono gli elementi di chiarezza?
    Sicuramente la struttura del menù e le sue voci.
    Il menù dovrebbe presentare al massimo sette-otto voci. Meglio meno. Se ce n’è di più, è bene articolarle su più livelli coerenti.
    Le voci di menù dovrebbero essere chiare ed indicare esplicitamente cosa si trova dietro la scelta. Quindi eliminare voci vaghe o criptiche, o che si prestino ad interpretazioni dubbie, o semplicemente illeggibili.
  4. Dichiarare esplicitamente lo scopo del sito, cosa propone, a chi è rivolto e perché è diverso dagli altri
    Quanti siti presentano, come prima (e a volte unica) informazione, un caloroso “Benvenuto!”?Questo approccio - molto educato e funzionale in grandi spazi - sul Web dà pochi ritorni: l’utente ci dà poco tempo e noi dobbiamo usare il poco spazio della pagina per convincerlo della nostra rilevanza.
    E’ meglio ricavare in prima pagina una zona in cui fornire informazioni utili:
    A cosa serve questo sito? Perché il navigatore dovrebbe fermarsi qui ed approfondire?
    Per chi è il sito? A chi è rivolto?
    Cosa lo rende unico? Cosa offre di diverso rispetto ad altri siti che offrono lo stesso servizio o lo stesso tipo di prodotto?
    Con risposte brevi in uno spazio evidente, il visitatore potrà capire a colpo d’occhio di essere arrivato al sito giusto e sarà spinto ad esplorarlo.
  5. Organizzare i contenuti in modo che siano “percepibili” a colpo d’occhio
    Il navigatore tipo è usualmente impaziente: difficile che legga parola per parola tutti ciò che è scritto in una pagina... molto probabilmente cercherà di capire in un’occhiata di che cosa si tratta.La comprensione può essere aiutata formattando il testo in modo tale da evidenziare gli elementi che devono essere colti al volo:
    Distribuire il testo in blocchi, articolarlo in liste, inserire titoli e sottotitoli, evidenziare i concetti fondamentali. Ovviamente cercando di non esagerare con l’enfasi!
    Anche la distribuzione spaziale ha il suo peso: la linea su cui si dispone il testo deve essere colta nella sua interezza, senza doverla scorrere. Evitare quindi il testo a piena pagina, optando per dei box informativi più ridotti.
  6. Rendere facile per chi naviga chiedere approfondimenti
    Una richiesta di approfondimento è un primo contatto: il nostro sito deve suggerire la possibilità della relazione diretta, della nostra disponibilità. Le informazioni di contatto e le form per la richiesta di approfondimenti devono essere sempre immediatamente disponibili, non nascoste ai livelli più profondi della struttura del menù. Una stima segnala che ad ogni click il 50% dei visitatori si allontana...

    Clikka!com è Web Marketing
    Non è sufficiente realizzare un sito per essere visibili sul Web. E’ necessario accompagnare il sito con un insieme di attività che permettano di ottenere la massima visibilità. La tattica principale è portare il proprio sito web ai primi posti nelle pagine dei risultati di un motore di ricerca, allo scopo di renderli più visibili di quelli dei concorrenti e quindi, preferibili. Ma si stanno affermando anche altre tecniche, di natura più classicamente pubblicitaria, come campagna promozionali tramite banner e link pay per click, o altre più sofisticate che fanno uso della capacità di riconoscimento semantico per visualizzare banner pubblicitari contestualizzati all’interesse del navigatore.

mercoledì 3 dicembre 2008

Quali sono i migliori siti Web?

Da 12 anni la società svedese Halvarsson & Halvarsson attribuisce un premio al miglior sito web tra quelli delle maggiori 150 società di capitalizzazione Europee.
La particolare classifica è stilata attraverso un questionario compilato da 360 tra analisti, giornalisti e investitori di tutta Europa. Più di cento sono i criteri su cui viene chiesta la valutazione, un terzo dei quali dedicati alle informazioni finanziarie. Il premio di quest’anno è stato attribuito al sito istituzionale http://www.eni.it/, recentemente ristrutturato.

Anche se la classifica riguarda particolari tipologie di società ed esigenze di comunicazione lontane dalle nostre, navigare sui siti alle prime posizioni della classifica può dare spunti per riorganizzare il proprio... La lista completa si trova qui

martedì 21 ottobre 2008

“Il futuro non è più quello di una volta”

L’incontro “Il futuro non è più quello di una volta. Ragionamenti sulle prospettive tecnologiche e nuove competenze per lo sviluppo dell'impresa”, proposto da infrase e API (Associazione piccole industrie di Udine) per la serie di conferenze “Architettura della partecipazione”si terrà il 7 novembre alle ore 17:00 presso la sede dell’Api in viale Ungheria a Udine, con Stefano Quintarelli e Luca Sossella.

L’incontro ha lo scopo di favorire dei ragionamenti sulle nuove tecnologie e sugli impieghi nel prossimo futuro con l’obiettivo di creare una piattaforma operativa fra le imprese in provincia di Udine per anticipare le esigenze e interpretare le necessità espresse dagli utenti.

infrase (Internet Framework Services) con questi incontri si propone, tramite un’alleanza partecipativa, di promuovere, secondo le necessità delle imprese, una ricerca progettuale in continuo divenire.

In questo incontro promosso con API il tema è la Rete Internet come vantaggio produttivo e valore sociale (democratizzazione degli strumenti di produzione). I nuovi mezzi interattivi per progettare assieme al consumatore.

Il mercato sta cambiando, si stanno moltiplicando le offerte tecnologiche e quindi le proposte creative: “da un mercato di massa si va verso una massa di mercati”. La serie di conferenze proposte da Infrase si propone di interpretare questo cambiamento tramite un’analisi di competenze diverse.

Chi abbiamo invitato a parlarne?
Stefano Quintarelli, conoscitore e promotore della rete ai più alti livelli. Prima consulente per grandi gruppi internazionali e poi imprenditore in proprio nel campo dei servizi multimediali, della sicurezza informatica e delle reti di comunicazione. Ha fondato, tra l’altro, presstoday.com e i.net, primo “provider” italiano, acquisito da British Telecom nel 2000. Ha contribuito alla nascita di iniziative di sistema, in particolare nelle Telecomunicazioni.

Luca Sossella, da sempre si occupa di comunicazione e da molto di web, con sguardo filosofico e visionario. Ha fondato e diretto Lev laboratorio di comunicazione a Udine e Mediaevo a Bologna, un laboratorio per la progettazione di prodotti multimediali. Mediaevo ha organizzato nel 1994 "Cibernauti", il primo convegno in Italia SULLA Rete. Nel 2000 ha fondato Luca Sossella Editore che, ad oggi, ha realizzato duecento titoli fra cd audio, dvd e libri.

giovedì 28 agosto 2008

Più che rete, velo

Partecipo al convegno conclusivo di un progetto di ricerca sull’innovazione nelle PMI. Le aziende, stimolate dalle associazioni di categoria, erano state invitate a sviluppare un’innovazione di processo o di prodotto in collaborazione con altre aziende/concorrenti e con centri di ricerca universitari.
Tutte le imprese intervenute hanno sottolineato quasi con sorpresa l’efficacia della collaborazione, la necessità della cooperazione per poter evolvere. D’altro canto, tutte le imprese intervenute hanno rimarcato la volontà di mantenere la propria identità, di governare autonomamente la propria struttura e il proprio business, l’allergia a forme di appartenenza troppo stretta.
Se rete dev’essere – sembrano quasi affermare - che sia rete sociale, che sia legame debole ma efficace, forte quando serve, inesistente quando non serve, che permetta molteplici appartenenze temporanee.
Un velo, più che una rete.
Un tessuto sociale trasparente, ma a trama fitta, che permetta l’attivazione di connessioni temporanee, eterogenee, a vastità variabile.

Immagino un immaginario montano, un luogo di nutrimento di passioni per le scienze dure. Ne parlo all’assessore, che immagina con me ma fa di più e colloca questo nuovo polo di contaminazione all’interno di una rete di diffusione culturale. Una rete in cui ogni polo è autonomo, ogni nucleo ha la sua identità, ma è connesso agli altri in modo estemporaneo ed efficace, quando serve.
Anche qui, un velo.

E se velo deve essere, di cosa è fatto? Come costruirlo? Basta il Web?

amz